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22 novembre TERRA VIOLATAPiano casa… uno spiraglio per le piccole e medie imprese edili per uscire dalla crisi, stimando una crescita del settore pari al 27 per cento entro il 2010…
Vorrei tifare per le imprese del settore edile, ma non riesco, pur con tutto l’impegno. La logica di una mafia del mattone, grigia, sotterranea e non solo, le trasforma in energumeni, armati di piloni in cemento armato, ruspe, ammennicoli vari,bitumi puzzolenti, energumeni sì, pronti a costruire qualsiasi cosa, in qualunque luogo, a qualunque condizione, con autorizzazioni macchiate da loschi compromessi e promesse bisbigliate, con la complicità di addetti ai controlli che chiudono occhi, orecchie, naso, bocca, coscienza. Costruiamo. Mattone su mattone. Tonnellate di cemento. Ferro rubato alle miniere. Sabbia sottratta ai fiumi. Costruiamo, sopra costruzioni già esasperate e sfigurate, simili a quelle aspiranti attrici rifatte, con seni finti, bocche e zigomi gonfiati, occhi da clown. Costruiamo senza chiedere alla Terra Madre il permesso. Abbiamo quello di uno Stato azzeccagarbugli. Costruiamo nel deserto, nelle foreste secolari, sul bagnasciuga, su isole artificiali. Costruiamo sulle nuvole. Cementifichiamo i sogni, le fiabe, la poesia, l’amore. Cementifichiamo gli oceani, ampliamoli del 40%. Cementifichiamo i ricordi. Lasciamo cemento ai nostri figli.
Vorrei tifare per le imprese del settore edile, ma non riesco. Vedo troppo fosco dietro quei palazzi, nati già macerie. Tifo per una logica che si sottragga al guadagno a qualsiasi costo. Tifo per questa Terra che abbiamo scordato essere Madre. Tifo per Lei e maledico gli ingiusti, consapevoli delle proprie malefatte, recidivi, senza coscienza civile, senza umanità, malfattori. Maledico, senza sensi di colpa, in nome della mia maternità, ferita dal futuro putrido che lascio a chi verrà dopo di me. Maledico con tutta me stessa questo scempio.
15 novembre TECNICI DEL FUTUROSono un tecnico di radiologia. Classe 1962. Maturità classica. Diploma TSRM nel 1986. Sono una di quelle che ha sviluppato a mano, in camera oscura, inalando l’odore dei liquidi di fissaggio e sviluppo. Una di quelle che, senza la scopia, ha dovuto imparare a beccare i calici renali in due cerchietti ritagliati nel piombo, su una cassetta 18X24 spostata a mano nel cassetto del lettino. E la stessa cosa la dovevo fare con i seni paranasali. Ieri, 14 novembre, a un corso di aggiornamento un relatore, un collega di Livorno m’ha sconvolto con una frase. Al Ministero sono convinti che dei 22.000 tecnici italiani un migliaio vadano considerati… Gli altri sono stati definiti letteralmente gente “con l’anello al naso”… Insomma saremmo bestie da soma. Chiaro il concetto? Non ci ho dormito la notte. Io sono uno di quei 21.000 tecnici che faticano a rimanere al passo con lo sviluppo della tecnologia, sono una di quelle bestie da soma. Io sono aperta al cambiamento, alla novità, allo sviluppo e farei tutti i corsi di aggiornamento, i master… ma c’è un piccolo problema, anzi ci sono alcuni piccolissimi problemi: mi chiedono di fare numeri, ho uno stipendio di 1.100 euro, un primario che non mi appoggia, un’amministrazione che non mi passa quasi nemmeno le ore per l'aggiornamento, un cancro da curare… Se sono un animale da soma la colpa non è solamente mia. Mi prendo la mia parte, ma sotto accusa va messo un sistema che pone al primo posto, sempre, immancabilmente la stessa cosa, le stesse cose: politica, potere, economia. Speravo in corsi di aggiornamento seri e pure lì si è fatto mercato. Una spudorata sarabanda di gente ha approfittato della nostra buona fede, del nostro desiderio di imparare. E guai a che lo nega! C’è di tutto in giro! E la parola d’ordine è sempre la stessa: denaro. Ma ora basta con lamenti e richiami… Facciamo che anche noi bestie da soma ci si strappa l’anello e si alza la testa. Voi che l’anello non ce l’avete ancora, voi che siete più giovani e più forti, dateci una mano e ricordate che comunque l’esperienza di anni di lavoro non si cancella con un colpo di spugna o un sistema informatico. Diamoci una mano e andiamo avanti… insieme…
SUL TETTOUna volta sul tetto salivano e passeggiavano i gatti.
Era un'immagine poetica e soave.
Ora sui tetti sono costretti a salire uomini,
per difendere un posto di lavoro strappato con i denti a questi tempi balordi.
Tempi in cui strapagano persone disposte a vendersi per un'apparizione in tv.
Tempi in cui i ragazzi non mettono su casa e case vuote crescono ovunque come funghi,
catafalchi di cemento a nascondere spesso misfatti.
Tempi in cui denaro viene investito per scoprire l'elisir di lunga vita,
mentre c'è chi non arriva a fine mese,
mentre la povertà aumenta e minaccia...
Dobbiamo salire tutti sui tetti con quegli operai.
Lo possiamo fare parlando di loro e del loro coraggio.
Un paese che ti costringe a rischiare la vita su un tetto
per difendere il tuo lavoro
NON È UN PAESE...
12 novembre IMPARARE A INCASSARE09 novembre IL MALE DI VIVERELa delusione serpeggia e il senso d'impotenza schiaccia la fede. È la fede nella speranza.
Io so cosa significhi vivere senza.
Ho vissuto come una morta.
Ho rifiutato di vivere mentre la morte stessa rifuggiva il mio tributo di carne, sangue, anima.
Ho provato per giorni e giorni il terrore di me.
So cos'è quello che chiamano "male di vivere".
Oggi il pensiero mi fa rivivere quei momenti atroci,
l'assenza a me stessa, un uncino nel cuore, la mente sepolta.
Dentro una bara cercai rifugio, dentro una bara che il destino mi negò.
E oggi sono qui a ricordare, barcollando sul filo della speranza,
con la consapevolezza di una serenità mai conquistata, ogni giorno rincorsa,
pregando il mio Dio di non dimenticare... 03 novembre DALLA PAURA UN SORRISO ATTESOSono seduta, in attesa, davanti alla sala mammografica.
Mi devo sottoporre al controllo annuale.
Non lo vorrei ammettere, ma sono confusa e ho paura.
La paura non cambia le cose e fa male alla testa, al cuore e stringe lo stomaco.
Il coraggio pare svanito, annullato, senza lasciare traccia.
Rimane quella tenaglia che stritola senza alcuna pietà e mi toglie a me stessa.
Sono un buco ora. Sono solo vuoto, dentro e intorno.
Mi hanno fatto le radiografie: una volta di più il seno studiato nella sala fredda.
Attendo per concludere l'esame e sentirne l'esito. E non mi trovo. Sono ancora latitante.
Vorrei fuggire e non fare altro. Basta con visite, controlli, attese...
Che codarda!
Non sono che una delle tante persone in battaglia e mi sento come se fossi sola.
Accidenti... non sono sola.
Sono una tessera del mosaico e devo rimanere al mio posto.
In me è tutto ciò che serve per armare il coraggio.
In me stanno l'equilibrio che ogni giorno rinasce, si rinnova e cresce e la felicità d'essere qui, ora, in attesa, impaurita, ma viva, tessera d'un mosaico di carne, sangue, anima pulsante.
Tutto finito. Esame superato con lode.
Eppure non riesco a sorridere.
Il sorriso verrà.
Ha radici in quel vuoto che non mi può inghiottire, nel vuoto che si riempie di ricordi, speranze, fede, timido coraggio.
Il sorriso tornerà sul mio viso...
Lo attendo insieme a voi 01 novembre CORAGGIOQuesta immagine è rimasta scolpita nella mente di molti.
Quel ragazzo non è solo coraggioso.
Quel ragazzo è CORAGGIO...
Non si preoccupa d'essere SOLO
davanti al carro.
Ma fa la sua parte,
senza domandarsi come finirà.
Fa la sua parte, nient'altro...
In questo sta la sua forza,
nella consapevolezza di fare ciò che ritiene giusto
come atto che sente di dovere prima di tutto a se stesso.
Facciamo la nostra parte...
Facciamola e... basta... 30 ottobre COME FOSSI UNA BAMBOLA...Sono addolorata.
Sono delusa.
Sono anche arrabbiata.
Sono stanca, davvero stanca, stanchissima.
La cosa positiva è che non sono stanca di me.
Non sono stanca della vita.
Non sono stanca di lottare...
un po' abbattuta, ma rimango tigre...
Sono arcistufa di vedere, sentire, leggere
stupidaggini e bugie.
Smettiamo di parlare, gridare, litigare.
Guardiamoci dentro prima di azzannare chi ci sta accanto.
La cattiveria, il desiderio smodato di potere,
la fame del possesso
logorano,
confondono,
distruggono.
E noi ci stiamo logorando, confondendo, distruggendo...
da soli...
Facciamola finita di ragionare con lo stomaco.
Smettiamola di offendere e calunniare
chi non la pensa come noi.
È storia vecchia: ci provano dalla notte dei tempi.
E quello che viviamo è il risultato:
un mondo in cui ci si ubriaca
di talkshow demenziali,
pubblicità del nulla, informazioni "disinformate",
panzane travestite da notizia, gossip a buon mercato,
politici che hanno il buontempo di svagarsi in bordelli...
a nostre spese,
associazioni come bunker...
che non ci si confonda una con l'altra...
E poi mi fermo, per non fare la predica!
Io ho voglia di lottare...
io che mi voglio bene così come sono,
che non cerco ricchezza o successo,
che con poco più di mille euro al mese ci vivo,
io che vorrei
SOLO
un mondo migliore da lasciare a chi vivrà dopo di me.
26 ottobre CHE BATTAGLIA LA VITA!Eccomi qui! Vedete come sono ridotta?
Battaglia continua per vivere ed eccomi, ko, stravolta, incredula.
Ho bisogno di coccole e di sostegno anch'io ogni tanto
e ogni tanto sono tentata di credere a chi sostiene
che E' MEGLIO LASCIAR PERDERE sogni, ideali, speranze
e deporre le armi.
Beh, per ora riposo e poi se ne riparla... 23 ottobre SOGNI18 ottobre LA MIA VITALe mie figlie
Quando mi è stato diagnosticato il cancro, ho pensato a loro, immediatamente.
Non ho preso in considerazione altro che loro.
Non mi sono preoccupata di poter morire, ma di come fare qualcosa per queste due creature,
la mia vita, la mia carne, il mio cuore.
Ho fermato queste sensazioni in parole che poveramente le descrivono.
Mi sono trovata a rileggerle quelle righe disperate.
Sono felice di non dimenticare il dolore.
I ricordi del mio cuore incrinato aiutano a vivere.
16 ottobre BONTA'La bontà è disarmante...
Vorrei poterlo pensare... credere... ammettere...
Oggi con un amico si parlava di questo:
l'uomo tende alla bontà... e la bontà alla fine vince.
Io lo pensavo. Lo pensavo seriamente.
Ci credevo. Ci credevo seriamente.
Ora non lo penso e non ci credo.
Esistono persone splendide, generose, buone...
ma vengono calpestate e derise.
Io le sento le loro voci, pacate, educate, ragionevoli, rispettose.
Le posso sentire, nonostante il vociare volgare le voglia sovrastare.
Sento quelle voci, guardo quegli occhi coraggiosi, pietosi, acuti.
E d fronte a essi mi sento disarmata...
Sì, io mi sento così, ma il frastuono violento, arrogante non cessa.
E quel frastuono prepotente, arrogante, perverso
mi lacera e lascia impotente...
E mi disarma...
È la bontà allora che vince? 14 ottobre MALINCONIAOggi gira così:sono una donna felice... malinconica...
Ed è colpa mia, solo colpa mia se lo sono...
solo colpa mia...
Sono malinconica perchè sono cattiva.
Sono cattiva perchè il senso di giustizia
viene deriso, calpestato e io non posso farci nulla...
Non riesco a fare altro che diventare cattiva,
mentre un senso di rabbia morde lo stomaco e mi pugnala il cuore.
Sono cattiva perchè l'impotenza di fronte ai soprusi,
grandi e piccoli, contro il genere umano, la natura, la coscienza
mi fa troppo male... troppo male...
E così il cancro che mi minaccia appare poca cosa
rispetto a tanto, troppo, inconsolabile dolore.
È a quel punto che la malinconia pare svanire, la cattiveria vacilla,
la rabbia sbolle e si ritira sconfitta.
E ritrovo la fede nella speranza,
un motivo per non abbandonare i miei ideali,
il coraggio di vedermi
in tutta la mia imperfetta, sconcertante, umiliata, umana bellezza
di donna in cammino,
il coraggio di credere e di volermi bene.
12 ottobre FELICE Io non so davvero cosa sia la felicità. So che sono felice, felice di nulla e di tutto, felice anche quando la giornata va storta, quando il mondo mi schifa nella sua indifferenza arrogante, nella sciatteria di un'umanità che non sa fare altro che correre calpestando i corpi.
E forse la mia non è solo felicità. Forse sono pazza, pazza da legare, da internare e rinchiudere.
Non so... Non so cosa sia la felicità e forse perciò sono felice...
11 ottobre E LE STELLE STANNO A GUARDARE...... o sono gli addetti ai controlli che NON stanno a guardare?
Il muro in questione è quello di casa mia,
su cui una ditta sta lavorando per i miei confinanti.
A me nulla è stato detto o chiesto... NULLA...
I lavori procedono in questo modo:
canale di scarico smontato e lasciato incompleto
in modo che l'acqua piovana possa ben impregnare il muro...
I lavori da me fatti eseguire per eliminare l'umidità...
vadano pure a farsi friggere...
Muro costruito su terreno di cui
un giudice sta definendo la proprietà...
Mio muro danneggiato con asportazione di intonaco... ripetutamente...
Addetti ai controlli chiamati, richiamati, pregati, supplicati...
NULLA!
E nessuno è responsabile di nulla!
E devi fare un esposto!
E lascia perdere che non ne vieni fuori!
E l'Italia è questa!
E non rompere i c...!
E trovati un avvocato di quelli tosti!
E non farti il sangue cattivo!
E... ma non conosci qualcuno in comune?
Voi idealisti siete i migliori clienti di noi avvocati!
È vero ciò che disse un tale:
La legge è uguale per tutti.
La sua applicazione no.
10 ottobre IDEALISTA O SOGNATOREAhimè, spesso nella mentalità corrente, l’idealista è confuso con il sognatore, la persona priva di concretezza, lontana dalla realtà. In tal modo appare semplice sminuire l’ideale stesso, travisandone la natura stessa. L’ideale assume l’aspetto di utopia che per definizione si dice irraggiungibile. L’idealista al contrario trova nella realtà la base per sviluppare il suo ideale; dal concreto, attraverso il filtro della coscienza propria e civile, giunge al modello di pensiero e comportamento da applicare alla realtà stessa.
05 ottobre AH... PERO'... AMIANTO SELVAGGIOSi conserva così l'amianto?
In un cantiere tra gru, macchinari, attrezzi vari?
A cielo aperto?
Sotto casa dei vicini? La mia per l'esattezza...
Ho avvisato tutti gli "incaricati" possibili.
Risultato: NULLA
E, signora, la smetta di rompere con 'ste cazzate!
No, non le hanno chiamate così le mie rimostranze, le mie denunce!
No, loro sono persone per bene e non dicono parolacce.
Loro tengono il crocefisso nei loro studi.
Loro conoscono i cavilli.
Loro aspettano per tutto i giorni dell'indulgenza.
Quei giorni lì, con un bel colpo di spugna,
ci si rimette a nuovo, un po' di calce sui cadaveri,
una mano di vernice sul cemento abusivo,
l'elemosina al marocchino fuori dal supermercato,
il vestito buono, naturalmente firmato.
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